BIBLIOTECA CIVICA |
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CARTOLINE D'AUTORE
Amore paterno
1997
di Andrea Cardia
da Eartmagazine

“…Lo
debbo al mio povero padre”
di Orazio
Se credo di essere sostanzialmente onesto, con pochi difetti e
non gravi, se nessuno può rinfacciarmi d’essere
avaro, gretto o libertino, se ho le mani pulite e, non per vantarmi,
vivo circondato da amici, tutto questo lo debbo al mio povero
padre, che campò sopra un magro podere. Eppure non volle
mandarmi alla scuola di Flavio, in mano i quaderni e la cartella
a tracolla, coi figli dei centurioni arroganti, per una retta
mensile di ben otto soldi. Osò invece condurmi, fanciullo,
a Roma, perché vi apprendessi quanto si insegna ai figli
dei cavalieri e dei senatori.
Orazio, Cinque satire sulla saggezza del
vivere, Einaudi, Torino,
1991
Traduzione di Gavino Manca
Poesia
A mio padre
di Alfonso Gatto
Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l'ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni libertà s'accenda
di speranze di poveri di cielo,
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.
Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un'ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
"Com'è bella la notte e com'è buona
ad amarci così con l'aria in piena
fin dentro al sonno". Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgente a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l'alba.
E
una foto da guardare…

Mano nella mano
E una foto per riflettere…

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