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 Certi di fare cosa gradita, riportiamo alcuni
servizi in onore del medese Igor
Cassina,
il "Re della sbarra" vincitore della medaglia d'oro
alle Olimpiadi di Atene.
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Un ''trionfo entusiasmante'', un ''risultato
storico''.
Carlo Azeglio Ciampi esulta per l'oro olimpico di Igor
Cassina alla sbarra, in un messaggio inviato al presidente
del Coni Gianni Petrucci.
''Con grande ammirazione ho seguito - scrive il Presidente della
Repubblica - lo spettacolare esercizio di Igor Cassina: un trionfo
entusiasmante e un risultato storico con la conquista della prima
medaglia d'oro italiana nella specialita' alla sbarra.
Congratulazioni vivissime al campione - conclude Ciampi - e ai nostri
atleti gli auguri piu' fervidi per le prossime gare''.
(Fonte: ANSA)
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Igor Cassina: il signore della sbarra
Roma, 24 agosto 2004
A Meda, città natale di Igor Cassina, le campane
della chiesa hanno preso a suonare a festa. Il parroco, don Silvano,
non ha resistito e si è unito alla festa che è nata
spontanea quando si è diffusa la notizia della vittoria
della medaglia d'oro del loro concittadino alle olimpiadi.
L'impresa del "signore della sbarra",
profetizzata prima della gara dall'altro signore, quello degli
anelli, Yuri Chechi è eccezionale, se si pensa che negli
ultimi 40 anni, tranne le medaglie vinte dall'anellista ad Atlanta
e a Atene, l'Italia della ginnastica non poteva sfoggiare nessun
tipo di metallo pregiato.
Igor Cassina questo giorno l'aveva immaginato da quando a sette
anni iniziò a coltivare il sogno di conquistare il gradino
più alto nella competizione dei cinque anelli. La sua vittoria
è stata la conseguenza dei duri allenamenti cui si è
sottoposto per arrivare alla serata dove i sogni si avverano.
Il gigante azzurro, Cassina col suo metro e ottanta e il ginnasta
più alto nel panorama internazionale. E' salito sulla pedana
sapendo di dover affrontare nove avversari formidabili, ma non ha
scelto di eseguire un esercizio "sicuro", bensì
ha rischiato tutto, sapendo che se voleva arrivare al suo sogno
doveva eseguire una prova maiuscola, di difficoltà elevata
e perfetta stilisticamente. Ha cominciato a volteggiare
e tutti sono rimasti col fiato sospeso quando ha eseguito, perfettamente,
il famoso "movimento Cassina": una figura registrata alla
federazione internazionale di ginnastica con il suo nome. L'esercizio
del ginnasta italiano è stato perfetto e la giuria l'ha premiato
con un 9,812.
Non cè stato niente da fare per i più accreditati
Nemov e Hamm. Il russo è stato il bersaglio di uno dei tanti
errori a cui la giuria della ginnastica ormai ci ha abituato: il
suo punteggio, 9,762, non ha rispecchiato la sua ottima prova e
il pubblico ha fischiato a lungo. Neanche l'americano Paul Hamm,
con il suo 9,812, lo stesso di Cassina ha potuto togliere il titolo
olimpico all'italiano: i due punteggi scartati dell'italiano erano
più alti.
Unica nota stonata della serata è stata la differita con
cui è andata in onda la prova di Cassina: si è preferito
mandare in diretta la prova del "settebello" di pallanuoto,
ma... va bene anche così.
(Fonte: RomaONE)
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L'azzurro
vince il concorso della sbarra davanti allo statunitense Hamm. Ancora
contestazioni ai giudici costretti dal pubblico a cambiare una valutazione.
ATENE (Grecia), 23 agosto 2004 - Da piccolo Igor Cassina sognava
di volare. Saltava, volteggiava, le provava tutte pur di star coi
piedi staccati da terra. Bel presagio. E bella disperazione per
i suoi genitori che un giorno lo hanno portato alla palestra di
Meda, dando così il decollo ad una storia
che questa notte ha avuto la planata più bella. Atterrata
sull'oro di Atene. Con un esercizio straordinario Igor ha vinto
il concorso della sbarra, meritando il punteggio di 9.812, lo stesso,
ma con scarti migliori, dello statunitense Paul Hamm, argento. Il
bronzo è andato al giapponese Isao Yoneda.
Ma non inganni la parità, non possono esserci dubbi sul trionfo
di Bilo. Così anche in famiglia chiamano Igor: Bilo, abbreviativo
di Bilozerchev, ginnasta russo eroe all'Olimpiade di Seul. Russo
come il nome Igor, del resto, e come Jury e Boris, nomi di battesimo
degli ultimi due grandi predecessori di Cassina, Chechi e Preti.
Simboli dell'Italia che vince in palestra e che ora sa di poter
continuare a farlo. Igor ce lo faceva presagire da un po', dai secondi
posti in coppa del Mondo tra il 2002 e il 2003 (Parigi, Cottbus,
Anaheim) e poi con l'argento mondiale ancora nel 2003, ad Anaheim
. E soprattutto con quel movimento da lui ideato e che la federazione
internazionale ha riconosciuto tanto originale da acconsentire a
"battezzarlo" con il suo nome.
Come è naturale anche ad Atene Igor ha eseguito il "Cassina".
Mirabilmente. E anche per come lo ha effettuato, con tutto il suo
potenziale di spettacolarità e di suspence, fin da quando
è atterrato è stato subito chiaro che nessuno tra
quelli che lo avevano preceduto aveva saputo fare meglio. Non il
giapponese Isao Yoneda (9.787) che aveva aperto la finale. Non Paul
Hamm, lo statunitense discusso vincitore del concorso generale al
quale pure, come si diceva, la giuria aveva comunque accordato lo
stesso punteggio di Igor. E non Alexei Nemov, il russo che ha scatenato
un caso clamoroso, di quelli destinati ad entrare nelle antologie
olimpiche. E' successo che il russo abbia effettuato un ottimo esercizio,
con cinque salti volanti consecutivi, solo in uscita ha avuto un'incertezza.
Ma il verdetto è stato impietoso: 9.725, terzo dei tre che
avevano gareggiato fino a quel momento (Morgann Hamm e Yoneda).
Il povero Alexei ha scosso la testa, senza protestare. Ci ha pensato
il pubblico che ha preso ad ululare come mai si era sentito in una
palestra olimpica. E che non ha accennato a placarsi. Nemmeno quando
la giuria, con un decisione clamorosa, ha riesaminato la performance
di Nemov e gli ha assegnato un nuovo punteggio. In modo beffardo
per la verità: giacché gli ha accordato un 9.762 che
migliorava sì quello precedente, ma lo lasciava terzo in
graduatoria provvisoria. Decisone salomonica che se possibile ha
imbufalito ancora di più gli spettatori. C'è voluto
un gesto esemplare di Nemov: da gran signore si è alzato
in piedi e con ampi gesti ha invitato tutti a chetarsi.
Igor Cassina a quel punto doveva ancora eseguire il suo esercizio.
E data la lunga attesa e la crescente tensione emotiva si temeva
che potesse risentirne. Timore che condivideva con Paul Hamm, quarto
ginnasta ad andare alla sbarra. Lo statunitense ha meritato 9.812,
abbastanza per andare in testa. Poi è toccato a Igor: sguardo
serio, determinatissimo. La sua performance è stata impeccabile,
con il "Cassina" effettuato dopo un "Kovacs",
un salto mortale teso, sospeso nel vuoto dopo aver lasciato la presa.
E poi l'uscita con doppio teso e doppio avvitamento. E' primo, hanno
pensato tutti. E così è stato, seppure con il medesimo
punteggio di Paul Hamm, ma con scarti migliori.
Nessuno più è riuscito ad avvicinarsi: 9.750 il cinese
Xiao Qin, e poi via via gli altri hanno fatto peggio. "Sono
felicissimo, l'oro era il mio obiettivo e il sogno della mia vita.
Lo sognavo fin da quando ero bambino, e da anni mi preparavo per
essere al meglio in questa gara", ha dichiarato Igor. Che ha
aggiunto: "Sono al settimo cielo, davvero, e spero di capire
al più presto il valore di quello che ho fatto".
(Fonte: La Gazzetta dello Sport)
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Il
ginnasta lombardo racconta il doppio salto: "O vinci o sei
fuori, per questo l'ho fatto"
"Subito a studiare il Cassina due"
Il campione olimpico e un esercizio d'autore
"In allenamento lo provo due volte al giorno"
ATENE - Allora, Igor Cassina: si è preso la medaglia
d'oro con un esercizio che porta il suo nome. E adesso?
"Non mi fermo e ricomincio subito a lavorare al Cassina 2"
Cioè?
"E' un esercizio ancora più difficile. A livello tecnico
è un Kovacs (dal nome di un famoso ginnasta ungherese ndr)
con due avvitamenti. In altre parole un doppio salto con gambe tese
e due avvitamenti. E' molto pericoloso, però. Il mio allenatore
esita, ma io voglio tentare. L'ho già eseguito in allenamento
e mi riesce anche abbastanza bene. Per perfezionarlo però
ci vuole parecchio tempo, mesi e mesi per renderlo meccanico. L'anno
prossimo ci sono i campionati mondiali in Australia, potrebbe essere
la volta buona".
Torniamo al Cassina 1, salto teso con avvitamento a 360 gradi
sull'asse longitudinale. Nessuno ha provato a imitarla finora. Perché?
"Semplice, è difficile, e si vede anche dal punteggio
che mi hanno assegnato i giudici, 3/10 e dal prossimo anno salirà
a 4/10. Il fatto che gli altri non lo eseguano, ovviamente, mi inorgoglisce
parecchio. Eseguirlo mi ha consentito di vincere qui ad Atene: non
ci sono mezze misure. Lo fai bene e arrivi lontano, sbagli e sei
fuori. Lo sapevo, ho corso il rischio. E' stata una scelta vincente.
A me i movimenti spericolati piacciono, sono nelle mie corde: il
mio allenatore (Maurizio Allievi, ex ginnasta azzurro negli anni
Settanta) dice che li 'sento dentro e che sono un tempista. Non
ho paura, mai altrimenti non farei la sbarra che nella ginnastica
è l'attrezzo dove i rischi sono i più alti"
Quante volte lo ha eseguito in questi mesi?
"Almeno due volte al giorno, tutti i giorni, per gli ultimi
due anni. Un conto però è farlo in allenamento, con
la buca di gommapiuma che anche se cadi non ti fai male, un altro
nella finale dell'Olimpiade. Con la tensione e un sacco di rischi.
Ieri sera poi le condizioni erano particolarmente sfavorevoli: la
contestazione del pubblico, tutto quel casino, con i giudici sotto
accusa. Sono rimasto concentrato, non ho pensato a nulla, quando
sono atterrato non sapevo di aver vinto. Poi dalle urla della gente
ho capito di avercela fatta".
Dormito stanotte?
"Assolutamente no. Avevo sette anni e sognavo l'oro Olimpico.
Ci ho messo venti anni di sacrifici e lavoro. Sport duro la ginnastica,
senza soldi e senza sponsor. E tra quattro anni voglio ripetermi
anche a Pechino, magari con il Cassina 2".
Che fa Igor fuori dalla ginnastica?
"Vivo a Meda, in Brianza, sono fidanzato
con una ragazza russa che insegna ginnastica ed è figlia
di un tecnico che è venuto in Italia a lavorare. Mi piace
andare a cogliere i funghi, mi piace guardare i porcini. Mi rilassa
la montagna. Mi piacciono la Formula 1, il motociclismo, lo sci.
Mi attirano gli sport dove si rischia, mi piacciono anche le motociclette
veloci ma non ci vado per non rischiare di farmi male. Poi passo
la vita in palestra, mattina e pomeriggio. E' un lavoro. L'unico
che so fare. La mia passione. A 27 anni non mi riesco a vedere fuori
da questo ambiente. Mio padre è un designer, ha una fabbrica
di mobili, magari gli piacerebbe che un giorno lo aiutassi, ma penso
che continuerò a fare questo, magari insegnandolo ai ragazzini".
Jury Chechi che torna e conquista il bronzo, lei medaglia d'oro.
Italia è un paese di ginnasti, allora.
"No, non ancora. Lusingato di essere sui giornali, bello essere
accostato a Chechi. La mia speranza è che queste vittorie
servano a questo sport. Che non ha soldi, ma credetemi è
bellissimo. E ti aiuta a crescere e a diventare più grande
come persona".
(Fonte: La Repubblica)
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Roma,
23 agosto 2004 - Un oro sofferto quanto
meritato e bene augurante.
Igor Cassina, fuoriclasse azzurro della ginnastica, è olimpionico
alla sbarra 24 ore dopo il bronzo conquistato da Jury Chechi agli
anelli e - soprattutto - a 34 anni. Una doppietta che ha il sapore
del passaggio di consegne, arrivata in due serate caratterizzate
dall'ennesima prestazione eufemisticamente negativa dei giudici
olimpici della ginnastica.
(Fonte: qn.quotidiano.net)
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Igor Cassina vince la medaglia d'oro nella sbarra, la prima in assoluto
per l'Italia in questa specialità.
Freddezza e perfezione. Igor Cassina sale in pedana nella più
calda delle finali di specialità della ginnastica, la sbarra,
dopo il re Nemov, penalizzato dalla solita giuria balbettante, e
Paul Hamm, l’americano vincitore del concorso generale, proiettato
in vetta. Pubblico innervosito e rumoreggiante, ma Cassina
lo incanta con un esercizio pressoché perfetto illuminato
da un Kovac teso con avvitamento che solo lui esegue e che ha aperto
una serie di tre passaggi spettacolari quanto difficili da eseguire.
Un’uscita non perfetta, ma comunque all’altezza
del primo posto che inizialmente Cassina condivide con Hamm a 9,812,
poi il gioco dei punteggi parziali premia meritatamente l’azzurro,
ottavo oro italiano, primo dalla ginnastica e primo in assoluto
nella sbarra. Argento a Hamm, bronzo al giapponese Yoneda.
(Fonte: sportitalia.com)
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Cassina, l'Imperatore della sbarra
Il milanese si aggiudica l'oro con un esercizio di rara spettacolarità
ATENE - «Se dovessi scommettere sull'oro alla sbarra punterei
su Igor Cassina»: le parole e musica (e benedizione) del Signore
degli Anelli Yuri Chechi alla vigilia di un'altra finalissima importante
per la ginnastica italiana, potevano suonare un pò azzardate.
E invece non è stato così perchè il milanese
di Seregno, nato nel Ferragosto del 1977 e tesserato per la Società
Ginnastica Meda, ha sbancato la finale della sbarra, tra i pianti
del coach Maurizio Allievi. Mai un ginnasta azzurro alla sbarra era
arrivato così lontano: fu argento nel '28 Romeo Neri.
La cronaca della finalissima narra di una serata convulsa ma allo
stesso tempo eccitante per la consacrazione dell'italiano. Si sono
presentati in dieci, tutti agguerriti, giudici compresi, i quali hanno
continuano ad accumulare scandali su scandali, favoritismi su favoritismi
alla Nardiello contro il coreano nell'amara boxe di Seul '88.
Il primo ad entrare in pedana è stato il giapponese Yoneda;
qualche sua imperfezione lo fa scivolare a 9.787 rispetto al 9.80
con cui si era aggiudicato i preliminari. Però è sufficiente
a tener dietro l'americano Morgan Hamm, stesso punteggio ma secondo
per una questione di scarti. Tocca allora al grande favorito, il
russo Nemov; fantastico esercizio il suo, 5 salti consecutivi, uno
raggruppato e un leggero passetto in uscita.
Ma i famigerati giudici sono ancora in agguato: per il sovietico
solo 9.725 sotto i fischi indispettiti del pubblico che durano una
decina di minuti buoni, il tempo necessario per convincere il Supervisor
(per la prima volta nella storia della ginnastica) a prendere di
persona i tabellini arbitrali e commutare il voto in 9.762. Il che
è ininfluente perchè il russo resta sempre terzo mentre
l'intera Olympic Indoor Hall continua a protestare.
Ci vuole il saluto di Nemov ed il suo invito a calmare gli animi
per riprendere la finale. Dove sale l'altro Hamm, Paul, che per
i giudici vola al primo posto con 9.812 malgrado lo sbilanciamento
in uscita. Il pubblico di nuovo rumoreggia vistosamente, Nemov era
andato meglio.
Con questo baccano sale in pedana Cassina, «Vilo» per
il padre che lo associa all'idolo russo sedicenne primo ai mondiali
dell'83. Il ragazzo di Seregno, che poi è il ginnasta più
alto con i suoi 180 cm, dà vita ad un esercizio spettacolare,
con 3 volteggi fantastici, una infilata perfetta ed una uscita imperiosa
e potente che gli vale la prima piazza (sempre per gli scarti) con
i 9.812 dello yankee.
Nella mischia entra laltro nipponico Nakano che cade addirittura
ed è fuori con soli 8.75. Ecco quindi il cinese Quin: per
lui un 9.737 che lo mettono giù dal podio. Poi è la
volta del più giovane, il tedesco Hambuecker, 17 anni e non
sentirli (è anche il più piccolo, 152 cm x 47 kg),
il quale ottiene un 9.70 più che dignitoso. Il penultimo
avversario di Cassina è l'ucraino Goncharov che cade alla
prima acrobazia e si becca un 8.887. Così tra l'oro e l'azzurro
c'è un coreano che incappa nell'errore fatale, regalando
all'Italia l'ottavo oro di Atene 2004.
(Fonte: Gazzetta di Parma)
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| IGOR
CASSINA NELLA LEGGENDA, STORICO ORO AZZURRO ALLA SBARRA
L’azzurro per la prima volta regala all’Italia la medaglia
d’oro nella specialità della ginnastica.
ATENE La ginnastica italiana entra nella storia. Igor Cassina
ha vinto a sorpresa la medaglia d’oro nella specialità
della sbarra al termine di una finale funestata dalle polemiche
cadute a pioggia sulla commissione giudicatrice, contro la quale
l’intero stadio si è scagliato. L’Italia aveva
vinto una medaglia alla sbarra solo nel 1928 con Romeo Neri.
E’ la prima volta nella storia dello sport mondiale che l’Italia
alle Olimpiadi raccoglie due medaglie dalla Ginnastica. Cassina,
già vice campione del mondo alla sbarra, ha portato al medagliere
azzurro l’ottavo oro di Atene 2004.
L’italiano con il punteggio di 9,812 si è piazzato
al primo posto davanti allo statunitense Paul Hamm, accreditato
dello stesso punteggio, ma con uno scarto peggiore, e al giapponese
Isao Yoneda, con 9,787.
(Fonte: Romagna Oggi)
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ATENE - C’è un movimento codificato dalla
Federazione che porta il suo nome. Quel «Movimento Cassina»
che sembra roba da stuntman, che esalta l’azzardo, l’ardimento,
che mette a repentaglio incolumità e punteggio dell’atleta,
è oggi parte di un esercizio che vale la medaglia d’oro.
Igor Cassina succede a Juri Chechi, entra nell’Olimpo ed è
il primo azzurro a farlo nella sbarra, specialità che vantava
un solo argento, ottenuto 76 anni fa ad Amsterdam, di Romeo Neri.
L’impresa di questo ragazzone, un po’ alto per la ginnastica
artistica, ma evidentemente più forte anche delle sue misure,
è qualcosa di sensazionale se si pensa che all’oro e
al bronzo di Chechi, ad Atlanta e ad Atene, negli ultimi 40 anni dalle
Olimpiadi di Tokio, dove Franco Menichelli fu oro al corpo libero,
argento agli anelli e bronzo alle parallele, non si era aggiunto nulla.
C’era il vuoto assoluto. Salito in pedana in mezzo a nove avversari
formidabili, ma accreditato del secondo punteggio di qualificazione,
il ventisettenne di Seregno, provincia di Milano, medaglia d’argento
ai mondiali, ha mantenuto tutte le sue promesse ed è andato
anche oltre.
Ha scelto di puntare sulla difficoltà, sulla spettacolarità,
sul rischio: ha scommesso tutto alla roulette ateniese, un po’
come Chechi che azzardando ha dato una chiusa formidabile a una carriera
struggente. Ha scelto il tutto per tutto, se va è oro sennò
si cade, e in mezzo a un esercizio in cui è volteggiato tra
gli spalti dell’Indoor Hall ha infilato il terribile, mai fatto
da altri “Movimento Cassini”: «Entrata capovolta
verticale, due gran volte di preparazione, Kovacs teso, Kovacs teso
con avvitamento, Kovacs raccolto, combinazione su un braccio, stalder,
cambio petto, infilata cubitale, uscita in doppio teso con due avvitamenti».
Così recita il gergo degli iniziati. Visto con gli occhi dei
profani, Cassina ha lasciato stupefatti, a bocca aperta, le migliaia
di persone che erano venute per celebrare il bis olimpico del russo
Alexei Nemov. Annichilite da tanta potenza, da tale precisione, da
tanto coraggio.
La qualità del pericolo, quel corpo di 180 centimetri per 73
chili che si librava leggero, ruotava come un gioco impazzito del
Luna Park attorno all’acciaio che stava per trasformarsi in
oro, ha finito per convincere tutti che oggi era Igor il più
forte. Anche quella giuria contestatissima che di fatto aveva tolto
di mezzo proprio Nemov, terzo a scendere in pedana. Il suo esercizio
è stato l’unico ad avvicinarsi a quello dell’italiano,
ma ha preso un punteggio di 9,725. Tanto basso che il pubblico ha
sonoramente fischiato, mugugnato e fatto pollice verso, riproponendo
il problema arbitrale ad Atene, fino a che due giudici, un malese
e un canadese, hanno rivisto al rialzo rispettivamente di 0,15 e 0,10
il loro verdetto scandaloso. Troppo poco lo stesso, 9,762, ma comunque
terzo posto su tre per il russo: che è dovuto andare lui stesso
in pedana per placare le acque. Dieci minuti di fischi e urla che
potevano turbare lo stesso Cassina, sceso per quinto dietro quel Paul
Hamm (Usa) che aveva appena preso un 9,812 che poi gli è valso
l’argento. Cassina non ha tremato, ha fatto un
esercizio perfetto con una sola lieve imperfezione all’atterraggio
e la giuria lo ha premiato con lo stesso identico punteggio dell’americano.
Ma in virtù degli scarti, quel punteggio significava il primo
posto.
Dopo di lui sono scesi in pista un giapponese, ed è caduto,
un cinese modesto, un tedesco di 17 anni che forse avrà grande
fortuna, e poi l’ucraino Valeri Goncharov, ed è caduto
pure lui. Non c’era più storia, quella serie di prodezze
al cardiopalma erano d’oro, d’argento quelle di Hamm,
di bronzo quelle del giapponese Yoneda, le altre valevano nulla. Igor
Cassina entra nella storia. E’ lui la sbarra d’oro italiana.
SBARRA, I RISULTATI
Classifica e risultati della finale dell’esercizio alla sbarra
di ginnastica artistica
1. Igor Cassina (Ita) ----- 9,812 punti
2. Paul Hamm (Usa) ----- 9,812
3. Isao Yoneda (Gia) ----- 9,787
4. Morgan Hamm (Usa) ----- 9,787
5. Alexei Nemov (Rus) ----- 9,762
6. Xiao Qin (Cin) ----- 9,737
7. Fabian Hambuechen (Ger) ----- 9,700
8. Valeri Goncharov (Ucr) ----- 8,887
9. Daisuke Nakano (Gia) ----- 8,750
10. Yang Tae-young (CdS) ----- 8,675
(Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)
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| Cassina,
la sbarra azzurra si tinge d'oro
Se ad Atene Yuri Chechi ha sigillato la sua splendida carriera
con un bronzo agli Anelli, nella capitale greca l'Italia
ha trovato il suo grande erede nella ginnastica: si tratta di Igor
Cassina, 1.80 per 73 chili, 27 anni appena compiuti lo scorso 15
agosto, e, soprattutto, vincitore dell'oro ai Giochi 2004 nel concorso
della sbarra.
In una finale fortemente contestata dal pubblico per alcuni voti
dati dalla giuria, l'Azzurro è volato oltre ogni dubbio con
un esercizio spettacolare per scelte e pressoché perfetto
per esecuzione, che gli ha fatto guadagnare un ottimo 9.812.
Sul podio l'atleta di Seregno ma che si allena abitualmente a Meda
ha preceduto lo statunitense Paul Hamm, che aveva totalizzato lo
stesso punteggio ma con uno scarto peggiore, e il giapponese Isao
Yoneda (9,787 per il nipponico): per festeggiare, Igor ha già
detto che con i soldi della medaglia conquistata questa sera comprerà
una macchina nuova, per sostuire la il suo vecchio "scassone".
L'Italia conquista così l'ottavo oro ai Giochi di Atene,
il primo di sempre nella specialità della sbarra, dove aveva
ottenuto l'unica medaglia con Romeo Neri, argento nel 1928 ad Amsterdam.
Settantasei anni dopo, l'Italia ha trovato un altro campionissimo
in una delle specialità più spettacolari.
Chiudiamo con grazie particolare da tutti noi anche alla ragazza
russa del neo-medagliato, Maria, che tiene a freno l'amore per il
cibo di Igor, evitando così di fargli metter su qualche pericoloso
chilo di troppo. Se l'Italia festeggia, il merito è anche
suo.
(Fonte: sports.it) |
a cura del Servizio Logistica |