Certi di fare cosa gradita, riportiamo alcuni servizi in onore del medese Igor Cassina,
il "Re della sbarra" vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene.

Un ''trionfo entusiasmante'', un ''risultato storico''.

Carlo Azeglio Ciampi esulta per l'oro olimpico di Igor Cassina alla sbarra, in un messaggio inviato al presidente del Coni Gianni Petrucci.
''Con grande ammirazione ho seguito - scrive il Presidente della Repubblica - lo spettacolare esercizio di Igor Cassina: un trionfo entusiasmante e un risultato storico con la conquista della prima medaglia d'oro italiana nella specialita' alla sbarra.
Congratulazioni vivissime al campione - conclude Ciampi - e ai nostri atleti gli auguri piu' fervidi per le prossime gare''.

(Fonte: ANSA)


Igor Cassina: il signore della sbarra


Roma, 24 agosto 2004


A Meda, città natale di Igor Cassina, le campane della chiesa hanno preso a suonare a festa. Il parroco, don Silvano, non ha resistito e si è unito alla festa che è nata spontanea quando si è diffusa la notizia della vittoria della medaglia d'oro del loro concittadino alle olimpiadi.

L'impresa del "signore della sbarra", profetizzata prima della gara dall'altro signore, quello degli anelli, Yuri Chechi è eccezionale, se si pensa che negli ultimi 40 anni, tranne le medaglie vinte dall'anellista ad Atlanta e a Atene, l'Italia della ginnastica non poteva sfoggiare nessun tipo di metallo pregiato.
Igor Cassina questo giorno l'aveva immaginato da quando a sette anni iniziò a coltivare il sogno di conquistare il gradino più alto nella competizione dei cinque anelli. La sua vittoria è stata la conseguenza dei duri allenamenti cui si è sottoposto per arrivare alla serata dove i sogni si avverano.

Il gigante azzurro, Cassina col suo metro e ottanta e il ginnasta più alto nel panorama internazionale. E' salito sulla pedana sapendo di dover affrontare nove avversari formidabili, ma non ha scelto di eseguire un esercizio "sicuro", bensì ha rischiato tutto, sapendo che se voleva arrivare al suo sogno doveva eseguire una prova maiuscola, di difficoltà elevata e perfetta stilisticamente. Ha cominciato a volteggiare e tutti sono rimasti col fiato sospeso quando ha eseguito, perfettamente, il famoso "movimento Cassina": una figura registrata alla federazione internazionale di ginnastica con il suo nome. L'esercizio del ginnasta italiano è stato perfetto e la giuria l'ha premiato con un 9,812.
Non cè stato niente da fare per i più accreditati Nemov e Hamm. Il russo è stato il bersaglio di uno dei tanti errori a cui la giuria della ginnastica ormai ci ha abituato: il suo punteggio, 9,762, non ha rispecchiato la sua ottima prova e il pubblico ha fischiato a lungo. Neanche l'americano Paul Hamm, con il suo 9,812, lo stesso di Cassina ha potuto togliere il titolo olimpico all'italiano: i due punteggi scartati dell'italiano erano più alti.
Unica nota stonata della serata è stata la differita con cui è andata in onda la prova di Cassina: si è preferito mandare in diretta la prova del "settebello" di pallanuoto, ma... va bene anche così.

(Fonte: RomaONE)

L'azzurro vince il concorso della sbarra davanti allo statunitense Hamm. Ancora contestazioni ai giudici costretti dal pubblico a cambiare una valutazione.

ATENE (Grecia), 23 agosto 2004 - Da piccolo Igor Cassina sognava di volare. Saltava, volteggiava, le provava tutte pur di star coi piedi staccati da terra. Bel presagio. E bella disperazione per i suoi genitori che un giorno lo hanno portato alla palestra di Meda, dando così il decollo ad una storia che questa notte ha avuto la planata più bella. Atterrata sull'oro di Atene. Con un esercizio straordinario Igor ha vinto il concorso della sbarra, meritando il punteggio di 9.812, lo stesso, ma con scarti migliori, dello statunitense Paul Hamm, argento. Il bronzo è andato al giapponese Isao Yoneda.
Ma non inganni la parità, non possono esserci dubbi sul trionfo di Bilo. Così anche in famiglia chiamano Igor: Bilo, abbreviativo di Bilozerchev, ginnasta russo eroe all'Olimpiade di Seul. Russo come il nome Igor, del resto, e come Jury e Boris, nomi di battesimo degli ultimi due grandi predecessori di Cassina, Chechi e Preti. Simboli dell'Italia che vince in palestra e che ora sa di poter continuare a farlo. Igor ce lo faceva presagire da un po', dai secondi posti in coppa del Mondo tra il 2002 e il 2003 (Parigi, Cottbus, Anaheim) e poi con l'argento mondiale ancora nel 2003, ad Anaheim . E soprattutto con quel movimento da lui ideato e che la federazione internazionale ha riconosciuto tanto originale da acconsentire a "battezzarlo" con il suo nome.
Come è naturale anche ad Atene Igor ha eseguito il "Cassina". Mirabilmente. E anche per come lo ha effettuato, con tutto il suo potenziale di spettacolarità e di suspence, fin da quando è atterrato è stato subito chiaro che nessuno tra quelli che lo avevano preceduto aveva saputo fare meglio. Non il giapponese Isao Yoneda (9.787) che aveva aperto la finale. Non Paul Hamm, lo statunitense discusso vincitore del concorso generale al quale pure, come si diceva, la giuria aveva comunque accordato lo stesso punteggio di Igor. E non Alexei Nemov, il russo che ha scatenato un caso clamoroso, di quelli destinati ad entrare nelle antologie olimpiche. E' successo che il russo abbia effettuato un ottimo esercizio, con cinque salti volanti consecutivi, solo in uscita ha avuto un'incertezza. Ma il verdetto è stato impietoso: 9.725, terzo dei tre che avevano gareggiato fino a quel momento (Morgann Hamm e Yoneda). Il povero Alexei ha scosso la testa, senza protestare. Ci ha pensato il pubblico che ha preso ad ululare come mai si era sentito in una palestra olimpica. E che non ha accennato a placarsi. Nemmeno quando la giuria, con un decisione clamorosa, ha riesaminato la performance di Nemov e gli ha assegnato un nuovo punteggio. In modo beffardo per la verità: giacché gli ha accordato un 9.762 che migliorava sì quello precedente, ma lo lasciava terzo in graduatoria provvisoria. Decisone salomonica che se possibile ha imbufalito ancora di più gli spettatori. C'è voluto un gesto esemplare di Nemov: da gran signore si è alzato in piedi e con ampi gesti ha invitato tutti a chetarsi.
Igor Cassina a quel punto doveva ancora eseguire il suo esercizio. E data la lunga attesa e la crescente tensione emotiva si temeva che potesse risentirne. Timore che condivideva con Paul Hamm, quarto ginnasta ad andare alla sbarra. Lo statunitense ha meritato 9.812, abbastanza per andare in testa. Poi è toccato a Igor: sguardo serio, determinatissimo. La sua performance è stata impeccabile, con il "Cassina" effettuato dopo un "Kovacs", un salto mortale teso, sospeso nel vuoto dopo aver lasciato la presa. E poi l'uscita con doppio teso e doppio avvitamento. E' primo, hanno pensato tutti. E così è stato, seppure con il medesimo punteggio di Paul Hamm, ma con scarti migliori.
Nessuno più è riuscito ad avvicinarsi: 9.750 il cinese Xiao Qin, e poi via via gli altri hanno fatto peggio. "Sono felicissimo, l'oro era il mio obiettivo e il sogno della mia vita. Lo sognavo fin da quando ero bambino, e da anni mi preparavo per essere al meglio in questa gara", ha dichiarato Igor. Che ha aggiunto: "Sono al settimo cielo, davvero, e spero di capire al più presto il valore di quello che ho fatto".

(Fonte: La Gazzetta dello Sport)

Il ginnasta lombardo racconta il doppio salto: "O vinci o sei fuori, per questo l'ho fatto"

"Subito a studiare il Cassina due"

Il campione olimpico e un esercizio d'autore
"In allenamento lo provo due volte al giorno"

ATENE - Allora, Igor Cassina: si è preso la medaglia d'oro con un esercizio che porta il suo nome. E adesso?
"Non mi fermo e ricomincio subito a lavorare al Cassina 2"

Cioè?

"E' un esercizio ancora più difficile. A livello tecnico è un Kovacs (dal nome di un famoso ginnasta ungherese ndr) con due avvitamenti. In altre parole un doppio salto con gambe tese e due avvitamenti. E' molto pericoloso, però. Il mio allenatore esita, ma io voglio tentare. L'ho già eseguito in allenamento e mi riesce anche abbastanza bene. Per perfezionarlo però ci vuole parecchio tempo, mesi e mesi per renderlo meccanico. L'anno prossimo ci sono i campionati mondiali in Australia, potrebbe essere la volta buona".

Torniamo al Cassina 1, salto teso con avvitamento a 360 gradi sull'asse longitudinale. Nessuno ha provato a imitarla finora. Perché?

"Semplice, è difficile, e si vede anche dal punteggio che mi hanno assegnato i giudici, 3/10 e dal prossimo anno salirà a 4/10. Il fatto che gli altri non lo eseguano, ovviamente, mi inorgoglisce parecchio. Eseguirlo mi ha consentito di vincere qui ad Atene: non ci sono mezze misure. Lo fai bene e arrivi lontano, sbagli e sei fuori. Lo sapevo, ho corso il rischio. E' stata una scelta vincente. A me i movimenti spericolati piacciono, sono nelle mie corde: il mio allenatore (Maurizio Allievi, ex ginnasta azzurro negli anni Settanta) dice che li 'sento dentro e che sono un tempista. Non ho paura, mai altrimenti non farei la sbarra che nella ginnastica è l'attrezzo dove i rischi sono i più alti"

Quante volte lo ha eseguito in questi mesi?

"Almeno due volte al giorno, tutti i giorni, per gli ultimi due anni. Un conto però è farlo in allenamento, con la buca di gommapiuma che anche se cadi non ti fai male, un altro nella finale dell'Olimpiade. Con la tensione e un sacco di rischi. Ieri sera poi le condizioni erano particolarmente sfavorevoli: la contestazione del pubblico, tutto quel casino, con i giudici sotto accusa. Sono rimasto concentrato, non ho pensato a nulla, quando sono atterrato non sapevo di aver vinto. Poi dalle urla della gente ho capito di avercela fatta".

Dormito stanotte?

"Assolutamente no. Avevo sette anni e sognavo l'oro Olimpico. Ci ho messo venti anni di sacrifici e lavoro. Sport duro la ginnastica, senza soldi e senza sponsor. E tra quattro anni voglio ripetermi anche a Pechino, magari con il Cassina 2".

Che fa Igor fuori dalla ginnastica?

"Vivo a Meda, in Brianza, sono fidanzato con una ragazza russa che insegna ginnastica ed è figlia di un tecnico che è venuto in Italia a lavorare. Mi piace andare a cogliere i funghi, mi piace guardare i porcini. Mi rilassa la montagna. Mi piacciono la Formula 1, il motociclismo, lo sci. Mi attirano gli sport dove si rischia, mi piacciono anche le motociclette veloci ma non ci vado per non rischiare di farmi male. Poi passo la vita in palestra, mattina e pomeriggio. E' un lavoro. L'unico che so fare. La mia passione. A 27 anni non mi riesco a vedere fuori da questo ambiente. Mio padre è un designer, ha una fabbrica di mobili, magari gli piacerebbe che un giorno lo aiutassi, ma penso che continuerò a fare questo, magari insegnandolo ai ragazzini".

Jury Chechi che torna e conquista il bronzo, lei medaglia d'oro. Italia è un paese di ginnasti, allora.

"No, non ancora. Lusingato di essere sui giornali, bello essere accostato a Chechi. La mia speranza è che queste vittorie servano a questo sport. Che non ha soldi, ma credetemi è bellissimo. E ti aiuta a crescere e a diventare più grande come persona".

(Fonte: La Repubblica)


Roma, 23 agosto 2004 - Un oro sofferto quanto meritato e bene augurante.

Igor Cassina, fuoriclasse azzurro della ginnastica, è olimpionico alla sbarra 24 ore dopo il bronzo conquistato da Jury Chechi agli anelli e - soprattutto - a 34 anni. Una doppietta che ha il sapore del passaggio di consegne, arrivata in due serate caratterizzate dall'ennesima prestazione eufemisticamente negativa dei giudici olimpici della ginnastica.
(Fonte: qn.quotidiano.net)

Igor Cassina vince la medaglia d'oro nella sbarra, la prima in assoluto per l'Italia in questa specialità.

Freddezza e perfezione. Igor Cassina sale in pedana nella più calda delle finali di specialità della ginnastica, la sbarra, dopo il re Nemov, penalizzato dalla solita giuria balbettante, e Paul Hamm, l’americano vincitore del concorso generale, proiettato in vetta. Pubblico innervosito e rumoreggiante, ma Cassina lo incanta con un esercizio pressoché perfetto illuminato da un Kovac teso con avvitamento che solo lui esegue e che ha aperto una serie di tre passaggi spettacolari quanto difficili da eseguire. Un’uscita non perfetta, ma comunque all’altezza del primo posto che inizialmente Cassina condivide con Hamm a 9,812, poi il gioco dei punteggi parziali premia meritatamente l’azzurro, ottavo oro italiano, primo dalla ginnastica e primo in assoluto nella sbarra. Argento a Hamm, bronzo al giapponese Yoneda.

(Fonte: sportitalia.com)

Cassina, l'Imperatore della sbarra

Il milanese si aggiudica l'oro con un esercizio di rara spettacolarità


ATENE - «Se dovessi scommettere sull'oro alla sbarra punterei su Igor Cassina»: le parole e musica (e benedizione) del Signore degli Anelli Yuri Chechi alla vigilia di un'altra finalissima importante per la ginnastica italiana, potevano suonare un pò azzardate. E invece non è stato così perchè il milanese di Seregno, nato nel Ferragosto del 1977 e tesserato per la Società Ginnastica Meda, ha sbancato la finale della sbarra, tra i pianti del coach Maurizio Allievi. Mai un ginnasta azzurro alla sbarra era arrivato così lontano: fu argento nel '28 Romeo Neri.
La cronaca della finalissima narra di una serata convulsa ma allo stesso tempo eccitante per la consacrazione dell'italiano. Si sono presentati in dieci, tutti agguerriti, giudici compresi, i quali hanno continuano ad accumulare scandali su scandali, favoritismi su favoritismi alla Nardiello contro il coreano nell'amara boxe di Seul '88.

Il primo ad entrare in pedana è stato il giapponese Yoneda; qualche sua imperfezione lo fa scivolare a 9.787 rispetto al 9.80 con cui si era aggiudicato i preliminari. Però è sufficiente a tener dietro l'americano Morgan Hamm, stesso punteggio ma secondo per una questione di scarti. Tocca allora al grande favorito, il russo Nemov; fantastico esercizio il suo, 5 salti consecutivi, uno raggruppato e un leggero passetto in uscita.

Ma i famigerati giudici sono ancora in agguato: per il sovietico solo 9.725 sotto i fischi indispettiti del pubblico che durano una decina di minuti buoni, il tempo necessario per convincere il Supervisor (per la prima volta nella storia della ginnastica) a prendere di persona i tabellini arbitrali e commutare il voto in 9.762. Il che è ininfluente perchè il russo resta sempre terzo mentre l'intera Olympic Indoor Hall continua a protestare.

Ci vuole il saluto di Nemov ed il suo invito a calmare gli animi per riprendere la finale. Dove sale l'altro Hamm, Paul, che per i giudici vola al primo posto con 9.812 malgrado lo sbilanciamento in uscita. Il pubblico di nuovo rumoreggia vistosamente, Nemov era andato meglio.

Con questo baccano sale in pedana Cassina, «Vilo» per il padre che lo associa all'idolo russo sedicenne primo ai mondiali dell'83. Il ragazzo di Seregno, che poi è il ginnasta più alto con i suoi 180 cm, dà vita ad un esercizio spettacolare, con 3 volteggi fantastici, una infilata perfetta ed una uscita imperiosa e potente che gli vale la prima piazza (sempre per gli scarti) con i 9.812 dello yankee.

Nella mischia entra laltro nipponico Nakano che cade addirittura ed è fuori con soli 8.75. Ecco quindi il cinese Quin: per lui un 9.737 che lo mettono giù dal podio. Poi è la volta del più giovane, il tedesco Hambuecker, 17 anni e non sentirli (è anche il più piccolo, 152 cm x 47 kg), il quale ottiene un 9.70 più che dignitoso. Il penultimo avversario di Cassina è l'ucraino Goncharov che cade alla prima acrobazia e si becca un 8.887. Così tra l'oro e l'azzurro c'è un coreano che incappa nell'errore fatale, regalando all'Italia l'ottavo oro di Atene 2004.

(Fonte: Gazzetta di Parma)

IGOR CASSINA NELLA LEGGENDA, STORICO ORO AZZURRO ALLA SBARRA

L’azzurro per la prima volta regala all’Italia la medaglia d’oro nella specialità della ginnastica.


ATENE La ginnastica italiana entra nella storia. Igor Cassina ha vinto a sorpresa la medaglia d’oro nella specialità della sbarra al termine di una finale funestata dalle polemiche cadute a pioggia sulla commissione giudicatrice, contro la quale l’intero stadio si è scagliato. L’Italia aveva vinto una medaglia alla sbarra solo nel 1928 con Romeo Neri.

E’ la prima volta nella storia dello sport mondiale che l’Italia alle Olimpiadi raccoglie due medaglie dalla Ginnastica. Cassina, già vice campione del mondo alla sbarra, ha portato al medagliere azzurro l’ottavo oro di Atene 2004.

L’italiano con il punteggio di 9,812 si è piazzato al primo posto davanti allo statunitense Paul Hamm, accreditato dello stesso punteggio, ma con uno scarto peggiore, e al giapponese Isao Yoneda, con 9,787.

(Fonte: Romagna Oggi)

ATENE - C’è un movimento codificato dalla Federazione che porta il suo nome. Quel «Movimento Cassina» che sembra roba da stuntman, che esalta l’azzardo, l’ardimento, che mette a repentaglio incolumità e punteggio dell’atleta, è oggi parte di un esercizio che vale la medaglia d’oro.
Igor Cassina succede a Juri Chechi, entra nell’Olimpo ed è il primo azzurro a farlo nella sbarra, specialità che vantava un solo argento, ottenuto 76 anni fa ad Amsterdam, di Romeo Neri.
L’impresa di questo ragazzone, un po’ alto per la ginnastica artistica, ma evidentemente più forte anche delle sue misure, è qualcosa di sensazionale se si pensa che all’oro e al bronzo di Chechi, ad Atlanta e ad Atene, negli ultimi 40 anni dalle Olimpiadi di Tokio, dove Franco Menichelli fu oro al corpo libero, argento agli anelli e bronzo alle parallele, non si era aggiunto nulla. C’era il vuoto assoluto. Salito in pedana in mezzo a nove avversari formidabili, ma accreditato del secondo punteggio di qualificazione, il ventisettenne di Seregno, provincia di Milano, medaglia d’argento ai mondiali, ha mantenuto tutte le sue promesse ed è andato anche oltre.
Ha scelto di puntare sulla difficoltà, sulla spettacolarità, sul rischio: ha scommesso tutto alla roulette ateniese, un po’ come Chechi che azzardando ha dato una chiusa formidabile a una carriera struggente. Ha scelto il tutto per tutto, se va è oro sennò si cade, e in mezzo a un esercizio in cui è volteggiato tra gli spalti dell’Indoor Hall ha infilato il terribile, mai fatto da altri “Movimento Cassini”: «Entrata capovolta verticale, due gran volte di preparazione, Kovacs teso, Kovacs teso con avvitamento, Kovacs raccolto, combinazione su un braccio, stalder, cambio petto, infilata cubitale, uscita in doppio teso con due avvitamenti». Così recita il gergo degli iniziati. Visto con gli occhi dei profani, Cassina ha lasciato stupefatti, a bocca aperta, le migliaia di persone che erano venute per celebrare il bis olimpico del russo Alexei Nemov. Annichilite da tanta potenza, da tale precisione, da tanto coraggio.
La qualità del pericolo, quel corpo di 180 centimetri per 73 chili che si librava leggero, ruotava come un gioco impazzito del Luna Park attorno all’acciaio che stava per trasformarsi in oro, ha finito per convincere tutti che oggi era Igor il più forte. Anche quella giuria contestatissima che di fatto aveva tolto di mezzo proprio Nemov, terzo a scendere in pedana. Il suo esercizio è stato l’unico ad avvicinarsi a quello dell’italiano, ma ha preso un punteggio di 9,725. Tanto basso che il pubblico ha sonoramente fischiato, mugugnato e fatto pollice verso, riproponendo il problema arbitrale ad Atene, fino a che due giudici, un malese e un canadese, hanno rivisto al rialzo rispettivamente di 0,15 e 0,10 il loro verdetto scandaloso. Troppo poco lo stesso, 9,762, ma comunque terzo posto su tre per il russo: che è dovuto andare lui stesso in pedana per placare le acque. Dieci minuti di fischi e urla che potevano turbare lo stesso Cassina, sceso per quinto dietro quel Paul Hamm (Usa) che aveva appena preso un 9,812 che poi gli è valso l’argento.
Cassina non ha tremato, ha fatto un esercizio perfetto con una sola lieve imperfezione all’atterraggio e la giuria lo ha premiato con lo stesso identico punteggio dell’americano. Ma in virtù degli scarti, quel punteggio significava il primo posto.
Dopo di lui sono scesi in pista un giapponese, ed è caduto, un cinese modesto, un tedesco di 17 anni che forse avrà grande fortuna, e poi l’ucraino Valeri Goncharov, ed è caduto pure lui. Non c’era più storia, quella serie di prodezze al cardiopalma erano d’oro, d’argento quelle di Hamm, di bronzo quelle del giapponese Yoneda, le altre valevano nulla. Igor Cassina entra nella storia. E’ lui la sbarra d’oro italiana.

SBARRA, I RISULTATI

Classifica e risultati della finale dell’esercizio alla sbarra di ginnastica artistica

1. Igor Cassina (Ita) ----- 9,812 punti
2. Paul Hamm (Usa) ----- 9,812
3. Isao Yoneda (Gia) ----- 9,787
4. Morgan Hamm (Usa) ----- 9,787
5. Alexei Nemov (Rus) ----- 9,762
6. Xiao Qin (Cin) ----- 9,737
7. Fabian Hambuechen (Ger) ----- 9,700
8. Valeri Goncharov (Ucr) ----- 8,887
9. Daisuke Nakano (Gia) ----- 8,750
10. Yang Tae-young (CdS) ----- 8,675

(Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno)

Cassina, la sbarra azzurra si tinge d'oro

Se ad Atene Yuri Chechi ha sigillato la sua splendida carriera con un bronzo agli Anelli, nella capitale greca l'Italia ha trovato il suo grande erede nella ginnastica: si tratta di Igor Cassina, 1.80 per 73 chili, 27 anni appena compiuti lo scorso 15 agosto, e, soprattutto, vincitore dell'oro ai Giochi 2004 nel concorso della sbarra.

In una finale fortemente contestata dal pubblico per alcuni voti dati dalla giuria, l'Azzurro è volato oltre ogni dubbio con un esercizio spettacolare per scelte e pressoché perfetto per esecuzione, che gli ha fatto guadagnare un ottimo 9.812.

Sul podio l'atleta di Seregno ma che si allena abitualmente a Meda ha preceduto lo statunitense Paul Hamm, che aveva totalizzato lo stesso punteggio ma con uno scarto peggiore, e il giapponese Isao Yoneda (9,787 per il nipponico): per festeggiare, Igor ha già detto che con i soldi della medaglia conquistata questa sera comprerà una macchina nuova, per sostuire la il suo vecchio "scassone".

L'Italia conquista così l'ottavo oro ai Giochi di Atene, il primo di sempre nella specialità della sbarra, dove aveva ottenuto l'unica medaglia con Romeo Neri, argento nel 1928 ad Amsterdam. Settantasei anni dopo, l'Italia ha trovato un altro campionissimo in una delle specialità più spettacolari.

Chiudiamo con grazie particolare da tutti noi anche alla ragazza russa del neo-medagliato, Maria, che tiene a freno l'amore per il cibo di Igor, evitando così di fargli metter su qualche pericoloso chilo di troppo. Se l'Italia festeggia, il merito è anche suo.

(Fonte: sports.it)

a cura del Servizio Logistica

 

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